Ad aprile peggiora nettamente il clima economico nell’Eurozona, con la fiducia dei consumatori in forte calo e il settore privato tornato in contrazione. Secondo la stima flash della Commissione europea, l’indicatore di fiducia dei consumatori dell’area euro scende da -16,4 punti di marzo a -20,6, mentre nell’intera Unione europea cala di 4 punti mese su mese a -19,4.

Nel suo rapporto preliminare, l’esecutivo Ue rileva che la fiducia dei consumatori ha continuato a deteriorarsi dall’inizio del conflitto in Medio Oriente, sia nell’eurozona sia nell’Ue, portandosi “significativamente al di sotto della media di lungo periodo” e ai livelli più bassi dalla fine del 2022-inizio 2023.

Il peggioramento del sentiment si inserisce in un quadro di rallentamento più ampio. Sempre ad aprile, secondo i dati flash di S&P Global, l’indice PMI composito dell’Eurozona è sceso a 48,6 punti dai 50,7 di marzo, segnando il minimo da 17 mesi e riportando l’attività economica sotto la soglia dei 50 punti, che separa espansione e contrazione.

A pesare è soprattutto il settore dei servizi, il cui indice è crollato a 47,4 punti, minimo da 62 mesi. In controtendenza il manifatturiero, salito a 52,2 punti, il livello più alto da 47 mesi. Anche i nuovi ordini risultano in calo per il secondo mese consecutivo, con il ritmo più rapido da quasi un anno e mezzo.

Nel complesso, i dati di aprile restituiscono l’immagine di un’economia dell’Eurozona in indebolimento, con famiglie più pessimiste e attività del settore privato nuovamente in flessione.

Secondo Chris Williamson, Chief Business Economist presso S&P Global Market Intelligence “la guerra in Medio Oriente ha spinto l’economia verso il declino in aprile, portando l’inflazione nettamente più in alto”.

Secondo Williamson si tratterebbe della più grande pressione sui costi dal 2000, escludendo il periodo della pandemia.

“In questo ambiente, la BCE ha ancora una volta l’unenviable compito di decidere se alzare i tassi di fronte a un quadro inflazionistico preoccupante o se prevenire una recessione più profonda” ha concluso.

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